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A cura di Omar Laiti. Studente Master MASPES II edizione
La testimonianza di Omar racconta il suo percorso nel mondo dello sport: dalla scelta di intraprendere il Master MASPES, fino all’esperienza in Fondazione Milano-Cortina. Un racconto che parla di passione, formazione, opportunità, emozioni.

Mi presento: mi chiamo Omar, ho 24 anni e come una buona parte della popolazione mondiale sono da sempre appassionato di sport.

Essendo lo sport ormai parte imprescindibile della mia vita quotidiana, ho sempre sognato di poter un giorno lavorare nel mondo sportivo, senza però avere le idee chiare su cosa poi nel concreto si potesse fare. Non avendo risposte a questi dubbi, decisi di intraprendere un percorso di formazione sul mondo dello sport e degli eventi sportivi e, dopo un’attenta ricerca, trovai nel Master MASPES una valida alternativa da utilizzare come trampolino di lancio verso una carriera ricca di soddisfazioni.

La motivazione principale che mi ha spinto a voler intraprendere questo percorso è stata sicuramente la curiosità nel capire cosa ci fosse dietro allo spettacolo che tutti noi seguiamo. Ogni partita o competizione rappresenta solamente la punta dell’iceberg, dunque mi sono imposto l’obiettivo di raccogliere quante più informazioni e conoscenze riguardo l’organizzazione, la governance, la logistica e il marketing sportivo per poi tramutarle in competenze da mettere in pratica in una futura posizione manageriale.

Dal master MASPES mi aspettavo di poter ricevere, grazie all’aiuto di tutti i professori ed esperti del settore tramite le varie testimonianze, una più chiara idea su come funzioni l’industria sportiva, non solo come intrattenimento ma anche come business. Aspettative decisamente soddisfatte. Questo percorso accademico ha sicuramente ampliato le mie conoscenze sul tema, che vanno dai modelli di business alle strategie del marketing sportivo, coinvolgendo fan e organizzazioni, passando dalle sponsorizzazioni e chiudendo con il calcolo del budget. Competenze che tutt’ora metto in pratica durante la mia attività lavorativa all’interno dell’area Ticketing di Milano Cortina 2026, opportunità che mi è stata concessa in seguito ad uno stage proposto dallo stesso Master MASPES.

Con una buona base di conoscenze offerte dal master sono stato in grado di intraprendere questo percorso lavorativo con prontezza e competenze che mi hanno permesso di stare al passo di un evento di tale portata, complesso e tanto esigente. Attualmente, come già anticipato, faccio parte dell’area funzionale della biglietteria Olimpica, e nello specifico mi occupo della gestione degli stadi e dei posti a sedere a seguito delle diverse richieste da parte di clienti e aziende partner, così come la gestione di attività operative all’interno delle sedi di gara, le strategie di rilascio graduale dei biglietti, la comunicazione con stakeholders interni ed esterni ed il servizio clienti. Lavorare per Milano Cortina 2026 è sentirsi parte di qualcosa di più grande di te, un progetto che non appartiene ad una singola azienda o persona ma ad un paese intero, ad una generazione e ad una memoria collettiva, che rimarrà nella storia.

Sapere che il proprio contributo è stato necessario affinché tutto funzionasse alla perfezione mi rende orgoglioso ed aumenta la fiducia in me stesso.

Allo stesso tempo questa esperienza mi sta mettendo a dura prova, concedendomi responsabilità molto pesanti che hanno un impatto diretto sul progetto: le principali criticità nell’intraprendere questo tipo di percorso sono sicuramente la gestione della complessità organizzativa, il lavoro sotto pressione, le strette tempistiche, il problem solving in contesti critici e il ridotto margine di errore. Tutti elementi che avranno un importante impatto benefico per la mia futura carriera lavorativa.

Inoltre, avrò modo di partecipare alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi e a diversi eventi a Milano, per la maggior parte in veste operativa. Poter vedere con i propri occhi il frutto di mesi di duro lavoro sarà impagabile, un’emozione unica che difficilmente si potrà dimenticare, consapevole ed onorato dell’opportunità concessa.

Da questa esperienza porterò con me, oltre agli elementi teorici citati, una maggiore consapevolezza, una maggiore capacità di collaborare con numerose persone diverse, e con alcune delle quali rimarranno legami e memorie indimenticabili.

Per il futuro mi auguro di acquisire sempre più competenze utili e la possibilità di metterle in pratica, valorizzando l’esperienza acquisita, così da poter continuare a lavorare in un ambito a me caro come manager sportivo e dare il mio contributo per migliorare l’industria sportiva sotto ogni aspetto.Uno degli interventi più interessanti del martedì è stato certamente quello di Igli Tare, direttore sportivo del Milan, che intervistato dal giornalista di SkySport Luca Marchetti ha ripercorso la sua storia professionale, raccontando come è arrivato a diventare il DS di due grandi club come Lazio e Milan e fornendo spunti interessanti su come svolgere al meglio questo importante ruolo. Secondo Tare, infatti, più che l’analisi dei dati è fondamentale l’attitudine e il comportamento dei giocatori in determinate situazioni, e il loro modo di fare, ha rivelato, è uno dei criteri principali con cui sceglie un giocatore poiché sulla tecnica – ha affermato – ci si può lavorare più facilmente che sulla mentalità.